venerdì 3 aprile 2009

Cuzco: l'antica capitale del regno Inca










Arriviamo a Cuzco in un freddo pomeriggio di marzo: ok dovrebbe essere estate, ma la stagione delle piogge qui nella regione andina si fa sentire.
Senza prenotazione alberghiera iniziamo la via crucis alla ricerca di un posto adatto alle nostre esigenze: ormai abbiamo imparato che i siti internet degli alberghi peruviani sono affidabili come le promesse dei politici in campagna elettorale.... meglio toccare con mano prima di ritrovarsi in uno scantinato dotato di doccia fredda e simpatici ospiti a dodici zampe. La perigrinazione sarebbe anche divertente se non fosse per i 15 kg. di zaino e gli onnipresenti venditori ambulanti che cercano di propinarti ogni genere di oggetto: pannocchie di mais bollite, sigarette, fette di torta, improbabili acquerelli, spiedini di frattaglie, etc. Alla fine optiamo per un posto veramente bello, dotato di una cucina ampia, pulita e luminosa. Ebbene si', dopo due mesi di cucina sudamericana il primo requisito che cerchiamo e' la possibilita' di cucinare qualche pasto leggero in modo autonomo: avreste dovuto vedere le nostre facce quando in un supermercato di Cuzco abbiamo avvistato il semolino.... gioia pura!
La citta' e' stupenda e non per niente insieme al vicino Machu Picchu e' il luogo piu' visitato del Peru': e' un continuo susseguirsi di ampie strade e strette viuzze pedonali, ed essendo stata edificata in un ambiente collinare non c'e' una piazza che si trovi sullo stesso piano di un'altra.
Dal punto di vista architettonico si nota subito che la citta' odierna poggia sulle fondamenta della citta' Inca: molte chiese e le piu' belle dimore nobiliari sono state letteralmente costruite sugli antichi edifici preispanici, conservandone molte tracce nei muri perimetrali. Muri che durante tutti i secoli successivi alla conquista spagnola si sono sempre dimostrati piu' resistenti di tutte le altre costruzioni ai frequenti terremoti che hanno investito questa parte del Peru'.
Ma veniamo alle note negative: l'invasione turistica ha trasformato Cuzco in un immenso parco giochi per gringos: ogni tre attivita' commerciali due sono ristoranti che con il loro corollario di loquaci "buttadentro" contribuiscono ad appannare l'indubbio fascino della citta'. Inoltre sono tantissime le persone indigenti che vivono sulla strada in cerca di elemosina, compreso un numero impressionante di bambini. Che bello sarebbe se alcuni di quelli che si sono arricchiti con il turismo occidentale possedessero un minimo di compassione per i propri concittadini.
Ma forse abbiamo scoperto che chi lucra maggiormente sulla "nostra" presenza qui in Peru' sono proprio degli occidentali.... ma pensa un po'! Per maggiori dettagli non perdetevi il prossimo post dal titolo: Machu Picchu, un immenso tragamonedas.

6 commenti:

  1. Eccola sono io la prima urra!!!!!

    Ragazzi, questo viaggio da seduti dentro il sudamerica è veramente comodo! Sembra di essere li e invece sono qui seduta davanti al PC.

    Non vedo l'ora di leggere il prossimo post, non fatemi stare sulle spine.....

    P.S.
    W il semolino!

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  2. Accidenti volevo arrivare prima io, beh sarà per la prossima volta.....

    Ha! la lunga mano dell'occidente.... bisognerebbe tagliarla.......

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  3. CIAO GENTE!!!!!!!!
    A quando la prossima puntata????
    "Machu Picchu, un immenso tragamonedas"

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  4. Ciao Ragazzi un mega bacione!!!

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  5. quindi senza i cattivoni occidentali sarebbero tutti felici e contenti???
    tutto il mondo è paese...
    baci
    Chiara e Simi

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  6. Dai, si gode la cucina sudamericana.

    Godurioso anche il semolino però!

    Nostalgia di casa?


    Quando tornate?? arg arg...

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